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Giornata tipo al Lido di Volano in un giorno d'estate
del 1980 ca.
Il nostro risveglio, ogni mattina, avveniva grazie al venditore ambulante
di prodotti ittici, che, col grido "E' rivààà il pesseee! Ci son le
anguille, le sogliole e le canocchie." metteva fine al sonno disturbato
dalle zanzare e dal vociare scomposto dei clienti della pizzeria di Rinin.
Aperti gli occhi, si doveva immediatamente comunicare alla nonna cosa si
gradisse per pranzo, anche se erano solo le nove e la bocca era impastata di
sonno e caffellatte.
Poi si partiva per la spiaggia, non prima però di aver fatto un salto dal
giornalaio per acquistare i vari: cosmopolitan, grand hotel, bolero, la
domenica del corriere, diabolik ecc.
Che fatica camminare sotto al sole già alto, mentre la mia pressione era già
bassa, per arrivare al
Bagno Volano e mangiarsi quel bombolone che avrebbe poi fatto slittare il
bagno alle 11,30-12,00!
Come al solito il bombolone della Cristina era stato solo iniziato e nessuno
lo voleva finire perché il cibo avanzato alla Cri era sempre "paciugato".
Se l'andata era stata faticosa, il ritorno dalla spiaggia all'una era un
vero incubo! Con la stanchezza del lungo bagno in mare, il costume e i
capelli bagnati ed il sole a picco, io desideravo solo essere Clara Seseman,
l'amica paralizzata di Heidi, sempre seduta sulla sua carrozzina.
Chiara, tanto per cambiare, aveva mal di pancia e a noi non ci pareva vero
poterla chiamare con quel nomignolo così spiritoso ed originale di "Dolores
de Panza".
Poi ci si sedeva a tavola, a Chiara spariva il mal di pancia e mangiava ogni
cosa, chiedendo una porzione abbondante perché avrebbe mangiato solo
quello, poi sorvegliava i piatti di ciascun commensale per assicurarsi che
non ci fossero sprechi e abusi: "Non aprire quella bottiglia di aranciata!
C'è ne è una già aperta in frigo", "Non puoi prendere altre prugne, è già la
seconda volta che fai il bis!" ecc. ecc.
Durante il pomeriggio, mentre si svolgeva la lunghissima siesta degli
adulti, noi si giocava a carte, forse a ruba mazzo e a bomba, facendo
attenzione a non far partire risatine isteriche incontrollabili.
Quando c'era l'obbligo del silenzio, tutto diventava esilarante e si rideva
in modo soffocato ma irresistibile. Appena si svegliavano, misteriosamente
cessava ogni tentazione.
Il pomeriggio ancora in spiaggia! Che bello il tardo pomeriggio a Volano: il
vento sfiorava gli alberi della pineta e riempiva di odori di bosco la
spiaggia: resina, pigne, muschio e more. Il sole non è più molesto e si può
andare in altalena o a piedi da Enea a comprarsi qualcosa di carino. Magari
le sculture fatte con le cappe e gli animaletti cangianti a seconda del
tempo atmosferico.
Poi finalmente arrivava la sera e dopo cena, la Silvia, detta Rottermaier,
ci consentiva di andar a prendere il gelato da Giacomo, il taxista milanese
che si trasformava in gelataio da giugno a settembre. In genere ci era
consentito solo il Nick Carter: costo 150 lire. Da lì il simpatico
soprannome alla Silvia.
Ma il dopo cena era il momento d'oro soprattutto della Francie, forte della
facilità con cui socializzava con gli oriundi, scorazzava per tutta la notte
in compagnia dei "Comanceros"e visitava locali notturni e discoteche dei
lidi, o almeno così noi ce la immaginavamo..
e.b.
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